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LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON

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LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON

Messaggio  Albatros il Mar Dic 13, 2011 7:04 pm

il professor Jacques Testard * denuncia l’imbroglio:
“E’ scandaloso. Il Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere”.
Il professor Marc Peschanski, uno degli architetti di questa terapia genica, ha dichiarato che “abbiamo intrapreso un strada sbagliata”.

*Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno specialista in biologia della riproduzione, “padre scientifico” del primo bebè-provetta francese, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano il suo impegno per una “scienza contenuta entro i limiti della dignità umana”.

Enti caritativi e fondazioni – Sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, se non su aerei privati, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi “. Jerry Lewis TELETHON ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare eppure adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima !!!

Tale fallimento era ed è prevedibile in quanto la ricerca finanziata da Telethon si basa per oltre il 50% sull’ utilizzo di animali o cellule di animali. “ I test sugli animali, per la scarsa affidabilità, sono cattiva scienza” ed auspica un radicale cambiamento nella ricerca. A riferirlo è uno dei più noti tossicologi al mondo, Thomas Hartung*.

*Thomas Hartung, dal 2002 al 2008 è stato direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea Ecvam, il Centro europeo per la convalida dei metodi
alternativi e ora dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns
Hopkins University, e insegna all'Università di Costanza.

Fonte: http://www.ilrespiro.eu/emergenze/1647-telethon-la-grande-truffa-lettera-aperta-del-partito-animalista-europeo/

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La grande truffa del Telethon il professor Testard denuncia

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 2:32 am

Francia. Telethon 2009 dal 4 al 5 dicembre, 30 ore di richieste di doni.
Sono 20 anni che questa "grande fiera" televisiva continua...
Ecco cosa ne pensa un ricercatore, uno specialista in biologia della riproduzione.
"E 'scandaloso. Il Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l'Inserm. La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere. Ilprofessor Marc Peschanski, uno dei architetti di questa terapia genica, ha dichiarato che abbiamo intrapreso un strada sbagliata. Si stanno facendo progressi nella diagnosi, ma non per guarire. Inoltre, anche se progrediamo tecnicamente, noi non comprendiamo molto di più la complessità della vita. Poichè non possiamo guarire le malattie, sarebbe preferibile cercare di scoprirne l'origine, prima che si verifichino. Ciò consentirebbe l'assoluta comprensione dell'uomo, di una certa definizione di uomo". In un'intervista con Medicina-Douces.com.
Jacques Testard, è direttore di ricerca presso l'Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), specialista in biologia della riproduzione, "padre scientifico" del primo bebè-provetta francese, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano il suo impegno per una "scienza contenuta entro i limiti della dignità umana".



Fonte: http://www.alterinfo.net/La-grande-escroquerie-du-Telethon-Le-professeur-Testard-denonce-une-mystification_a26750.html
Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/12/la-grande-truffa-del-telethon-il.html


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LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO NUOVO PRESIDENTE DI TELETHON

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 3:17 am

Il Consiglio d'amministrazione di Telethon, riunitosi il 7 luglio nella sede romana della Fondazione, ha nominato presidente l'avvocato Luca Cordero di Montezemolo. Montezemolo succede a Susanna Agnelli, presidente di Telethon fin dalla sua nascita nel 1990, anno in cui fu trasmessa la prima maratona televisiva di raccolta fondi per finanziare la ricerca sulla distrofia muscolare. A partire dal 1993 la ricerca di Telethon si è estesa alle altre malattie genetiche.
Dopo la nomina il neopresidente Montezemolo ha incontrato per un primo saluto tutti i dipendenti della Fondazione. "Sono particolarmente orgoglioso di raccogliere l’eredità di Susanna Agnelli – ha detto – Telethon è un’organizzazione che si è affermata ai massimi livelli nel campo della ricerca medico-scientifica e riveste un ruolo fondamentale nel nostro Paese".
Nel Cda di Telethon è entrato un nuovo consigliere, Alberto Fontana, presidente nazionale dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare. Il Consiglio di amministrazione di Telethon è composto anche da: Omero Toso (vicepresidente), Francesca Pasinelli, Boris Biancheri, Carlo Ferdinando Carnacini e Salvatore Di Mauro.

Presidente uscente

Presidente entrante

http://www.telethon.it/news-video/news/luca-cordero-di-montezemolo-nuovo-presidente-di-telethon-0

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VUOI AIUTARE DAVVERO LA RICERCA ? NON FINANZIARE TELETHON

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 3:27 am

Vuoi aiutare davvero la ricerca? Non finanziare Telethon!

Anche quest’anno in tutta Italia è in corso Telethon, la colossale “maratona per la raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie genetiche”.

La maggior parte dei cittadini ignora però che gran parte delle ricerche finanziate da Telethon siano esperimenti su animali.

Del resto né Telethon né i soggetti che sostengono questa raccolta fondi si prodigano per far sapere ai loro generosi sostenitori che finanziando Telethon finanziano esperimenti su animali.

Oltre ad essere moralmente inaccettabili, gli esperimenti sugli animali sono una vera e propria frode scientifica. Ogni specie è biologicamente differente dalle altre e reagisce in maniera diversa, per cui i risultati ottenuti sugli animali non sono applicabili all’uomo.

Basti pensare che 4 molecole su 5 provenienti dalla ricerca animale vengono scartate quando si passa alla ricerca clinica, perché sull’uomo si rivelano inefficaci, dannose o addirittura letali.

Investire lavoro e fondi per indagini su malattie genetiche umane sugli animali è un doppio errore metodologico: il codice genetico è unico per ogni individuo ed è il risultato dell’evoluzione della specie, quindi ricreare malattie genetiche della nostra specie in animali non può che accrescere l’errore in maniera esponenziale, rendendo qualsiasi dato ottenuto sempre più inapplicabile ed inutile.

Non c’è, dunque, alcuna contrapposizione tra chi vuole salvare gli animali dalla vivisezione e chi aspetta una cura per sé o per un proprio caro. Tutt’altro: i malati sarebbero i primi a beneficiare dell’abolizione dell’uso di animali nella ricerca, perché avrebbero farmaci e terapie più sicuri e più efficaci grazie ai metodi sostitutivi.

Quindi, se vuoi risparmiare agli animali le atrocità della vivisezione e se vuoi facilitare la lotta alle malattie genetiche, eliminando le ricerche viziate dal doppio errore metodologico della sperimentazione animale, ti chiediamo di non dare a Telethon alcun contributo e di comunicare agli organizzatori della maratona questa tua scelta, scrivendo loro all’indirizzo di posta elettronica info@telethon.it che non darai loro neanche un centesimo fino a quando non abbandoneranno la sperimentazione animale.

Come scegliere Chi finanzia la vivisezione

Le associazioni piu’ note che finanziano la vivisezione sono:

AIRC Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
http://www.airc.it, ufficio-stampa@airc.it

AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla
http://www.aism.it, aism@aism.it

ANLAIDS onlus Associazione Nazionale per la lotta contro l’AIDS – http://www.anlaids.it, anlaids@anlaids.it

Telethon – http://www.telethon.it, info@telethon.it

Trenta Ore per la Vita – http://www.trentaore.org, trentaore@trentaore.org

Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma
http://www.neuroblastoma.org, neuroblastoma@neuroblastoma.org

Ma anche associazioni piu’ piccole molto probabilmente la finanziano, quindi, prima di fare una donazione, occorre richiedere una dichiarazione scritta che attesti che quell’associazione non finanzia, ne’ in futuro finanziera’, studi su animali.

Chi finanzia ricerche senza animali, in Italia

Le associazioni italiane che, ad oggi, hanno dichiarato di finanziare solo ricerche senza animali sono le seguenti.

Queste associazioni NON hanno una posizione pubblica antivivisezionista, semplicemente non finanziano in prima persona ricerche su animali.

Le associzioni che desiderano essere aggiunte a questa lista “positiva” possono contattarci all’indirizzo info@novivisezione.org

Fondazione “Per il cuore” onlus – http://www.perilcuore.it

Lega italiana per la lotta contro i tumori – http://www.legatumori.it

Chi aiuta i malati, ma non finanzia ricerche

Esistono poi altre associazioni che danno aiuto ai malati, ma non finanziano ricerche, e quindi non c’e’ pericolo che i fondi da loro raccolti vadano a sovvenzionare la vivisezione.

Queste associazioni NON hanno una posizione pubblica antivivisezionista, semplicemente non finanziano alcun tipo di ricerca.

Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – http://www.uildm.org

Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori – http://www.mondofamiglia.it/lottatumori

LISM – Lega Italiana Sclerosi Multipla – http://www.lism.it
ALA – Associazione nazionale italiana Lotta all’AIDS – http://www.alainrete.org
ANPO – Associazione Nazionale Prevenzione Oncologica – http://www.anpo.it
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids – http://www.lila.it

Per saperne di più visita http://www.novivisezione.org/campagne/ricerca_di_base.htm

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Federparchi, Telethon e le solite bufale scientiste

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 3:41 am

L’altro giorno ho scritto a Federparchi per protestare contro il supporto dato a Telethon —> https://www.facebook.com/event.php?eid=109399892480635

Ne ho ricevuto in risposta la seguente mail:

Telethon ha come missione il finanziamento della ricerca scientifica che possa portare alla cura delle malattie genetiche <http://www.telethon.it/ricercainforma/glossario/Lists/Glossario/DispForm.aspx?ID=25> . Contemporaneamente Telethon è contro ogni maltrattamento degli animali.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica che mettono a disposizione dei ricercatori molteplici sistemi su cui testare l’efficacia delle terapie sperimentali (ad esempio cellule, tessuti), oggi solo una parte dei progetti finanziati richiede la sperimentazione su modelli animali. In questi casi, Telethon richiede ai ricercatori di utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza.

Inoltre, Telethon vigila affinché si applichi la legislazione vigente in materia (in Italia è in vigore il Decreto legislativo 116 del 27 gennaio 1992 <http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_946_allegato.pdf> , in attuazione della direttiva del Consiglio Europeo 86/609/CEE <http://ec.europa.eu/food/fs/aw/aw_legislation/scientific/86-609-eec_it.pdf> ) e affinché i ricercatori abbiano ottenuto l’autorizzazione dei comitati etici dei loro istituti. La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte.

Ma perché è necessario sperimentare sugli animali? La ricerca di una terapia per una malattia genetica è un percorso lungo e complesso che normalmente passa da una fase cosiddetta “di base” dove i ricercatori si concentrano su sistemi cellulari o addirittura molecolari per identificare i meccanismi che portano alla malattia e i modi per bloccarne l’insorgenza.

Una volta che si sono isolati dei sistemi (farmaci, geni, cellule) che bloccano il percorso della malattia nei sistemi di base, è spesso necessario, prima di somministrarli ai malati, controllarne l’efficacia e l’assenza di tossicità in un organismo complesso il più possibile simile all’uomo. Questo diminuisce considerevolmente il rischio di commettere errori di formulazione e di somministrazione.

Moltissimi passi avanti compiuti dalla medicina negli ultimi decenni, passi avanti che hanno guarito o alleviato le sofferenze di milioni di malati al mondo, non sarebbero stati possibili senza una motivata, attenta e accurata sperimentazione sugli animali.

A mia volta, ho risposto come segue:

Egregi signori,

comprendo benissimo che informarsi seriamente su argomenti tanto complessi come la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione richiede tempo, pazienza e competenza; ma esibire come risposta le veline di una struttura che fa del supporto alla ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione la sua attività principale non è bello. Non è neanche serio e sa un po’ di presa per i fondelli, ne convenite?

Ora, poiché non tutti i firmatari di petizioni contro la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione agiscono su basi di pura emotività o parlano a vanvera, ma fra loro figurano medici, biologi, etologi, giuristi, filosofi eccetera, mi corre l’obbligo di sottoporvi alcune considerazioni sulla validità e sull’eticità della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione.

Voi/Telethon scrivete:

# Telethon ha come missione il finanziamento della ricerca scientifica che possa portare alla cura delle malattie genetiche <http://www.telethon.it/ricercainforma/glossario/Lists/Glossario/DispForm.aspx?ID=25> . Contemporaneamente Telethon è contro ogni maltrattamento degli animali.

Dunque Telethon si occupa direttamente di finanziamenti, che serviranno poi a sostenere la ricerca. Insomma la mission di Telethon è chiedere soldi.

# Grazie ai progressi della ricerca scientifica che mettono a disposizione dei ricercatori molteplici sistemi su cui testare l’efficacia delle terapie sperimentali (ad esempio cellule, tessuti), oggi solo una parte dei progetti finanziati richiede la sperimentazione su modelli animali. In questi casi, Telethon richiede ai ricercatori di utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza.

È molto bello che Telethon chieda ai ricercatori di “utilizzare il minor numero possibile di animali e di applicare un rigido codice di comportamento che minimizzi la loro sofferenza”. Il problema consiste nel fatto che una tale richiesta non ha nulla di vincolante o di cogente: richiedere un impegno in questo senso non comporta automaticamente l’accoglimento della richiesta.
In caso contrario, cioè nel caso in cui Telethon scoprisse che i progetti finanziati sono stati eseguiti senza tener conto delle sue richieste, ovvero con l’impiego di un cospicuo numero di animali da laboratorio senza riguardo alla loro sofferenza, che farebbe Telethon? Si farebbe ridare i soldi? Sconfesserebbe il progetto e i ricercatori? Esiste un protocollo etico/deontologico che preveda una simile possibilità?

# Inoltre, Telethon vigila affinché si applichi la legislazione vigente in materia (in Italia è in vigore il Decreto legislativo 116 del 27 gennaio 1992 <http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_946_allegato.pdf> , in attuazione della direttiva del Consiglio Europeo 86/609/CEE <http://ec.europa.eu/food/fs/aw/aw_legislation/scientific/86-609-eec_it.pdf> ) e affinché i ricercatori abbiano ottenuto l’autorizzazione dei comitati etici dei loro istituti. La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte.

Telethon può vigilare quanto vuole, ma la legislazione vigente in materia è pressoché quotidianamente e ovunque disattesa, come provano le innumerevoli azioni intraprese (e relative denunce promosse) dalle associazioni c.d. animaliste.
Quanto alla “autorizzazione dei comitati etici dei loro [cioè dei ricercatori] istituti”, è un po’ come se i carnefici della Santa Inquisizione avessero chiesto il permesso al papa…
La vera perla, però, è questa: “La sperimentazione sugli animali fatta secondo le leggi e le normative in vigore è tutt’altra cosa rispetto alla vivisezione, contro la quale anche Telethon si pronuncia in maniera forte”. Sul “Corriere della Sera” del 5 settembre 2010 leggiamo le seguenti parole di Silvio Garattini, leader indiscusso della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione in Italia: «Secondo il farmacologo inoltre è retrogrado parlare di “vivisezione, parola utilizzata per creare sensazione nell’ opinione pubblica. Questi studi restano fondamentali, non esistono vie alternative. Le simulazioni al computer e le colture cellulari non sono attendibili. Se oggi abbiamo cure contro leucemia, diabete o certi tumori, se abbiamo debellato alcune gravissime malattie lo dobbiamo ai test su specie viventi che al 98% coinvolgono i roditori e solo in minima parte specie più grandi”».
Secondo Garattini, dunque, l’impiego del termine “vivisezione” è retrogrado, ovvero serve soltanto a scuotere l’opinione pubblica. Ma anche se si cambiano i nomi, i significati restano: e il significato di “vivisezione” è esattamente quello di ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale.
Ma c’è un’altra cosa: Garattini dichiara che attualmente “i test su specie viventi … al 98% coinvolgono i roditori”. Ebbene, sul numero di “Le Scienze” (edizione italiana di “Scientific American”) del 4 dicembre 2009 è apparso il seguente articolo, che riporto integralmente:

Distrofia di Duchenne

Uomini e topi: una piccola, grande differenza


Due importanti caratteristiche di un gene chiave nello sviluppo della malattia sono presenti in quasi tutte le specie di mammiferi, uomo incluso, ma non nei topi e nei ratti


Uomini e topi hanno mostrato di avere differenze potenzialmente critiche, finora ignorate, in uno dei geni coinvolti nell’insorgenza della distrofia muscolare di Duchenne (DMD). A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra che ne parlano in un articolo (Profound human/mouse differences in alpha-dystrobrevin isoforms: a novel syntrophin-binding site and promoter missing in mouse and rat) pubblicato sulla rivista “BMC Biology”.

In particolare hanno scoperto che due importanti caratteristiche di un gene chiave nella DMD sono presenti in quasi tutte le specie di mammiferi, uomo incluso, ma non nei topi e nei ratti. Questo risultato mette in questione il ricorso a questi animali come modello di riferimento per lo studio della malattia.

La scoperta è stata fatta da Roland Roberts e collaboratori nel corso sello studio della alfa-distrobrevina, una sotto-unità citoplasmatica del complesso proteico associato alla distrofina, che nella DMD è disfunzionale.

La DMD è una miopatia che provoca la perdita di massa muscolare in tutto il corpo, ma può essere anche associata a effetti neurologici che possono manifestarsi come cecità notturna, disturbi nella visione dei colori o difficoltà di apprendimento. La α-distrobrevina è espressa in modo particolarmente spiccato proprio a livello cerebrale.

“Due differenze precedentemente non notate (un interruttore genico, o promotore, e un nuovo sito di legame per la sintrofina) sono codificate dal gene per la α-distrobrevina di quasi tutti i tetrapodi, eccetto che nel topo. Riteniamo che questo riconoscimento tardivo di caratteristiche chiave di un gene che è intensamente studiato fin dalla sua scoperta 13 anni fa sia dovuto al predominio del topo quale modello animale per lo studio della DMD e alla specifica distruzione di queste parti del gene nel topo”, ha osservato Roberts.

Dal confronto con il genoma di altri roditori, risulta che questa semplificazione del gene per la alfa-distrobrevina nel topo e nel ratto si sia verificata fra i 30 e i 40 milioni di anni fa. ( gg)

————————————————————————————————–

Ho sottolineato i punti che mi sembrano più rilevanti per un corretto approccio al problema della reale validità della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione.

Ma andiamo avanti.

# Ma perché è necessario sperimentare sugli animali? La ricerca di una terapia per una malattia genetica è un percorso lungo e complesso che normalmente passa da una fase cosiddetta “di base” dove i ricercatori si concentrano su sistemi cellulari o addirittura molecolari per identificare i meccanismi che portano alla malattia e i modi per bloccarne l’insorgenza.
Una volta che si sono isolati dei sistemi (farmaci, geni, cellule) che bloccano il percorso della malattia nei sistemi di base, è spesso necessario, prima di somministrarli ai malati, controllarne l’efficacia e l’assenza di tossicità in un organismo complesso il più possibile simile all’uomo. Questo diminuisce considerevolmente il rischio di commettere errori di formulazione e di somministrazione.

È chiaro che, anche per quanto detto prima, i dubbi sulla reale efficacia dei metodi attuati dalla ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione sono destinati a sussistere. Non si capisce, infatti, perché chi sostiene la ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione sia solito affermare la profonda somiglianza fra uomo e animale quando c’è da considerare validi e/o attendibili i risultati della ricerca, salvo poi negare quella medesima somiglianza quando si richiami l’attenzione sulla sofferenza dell’animale utilizzato per la medesima ricerca o sul fallimento della stessa…

# Moltissimi passi avanti compiuti dalla medicina negli ultimi decenni, passi avanti che hanno guarito o alleviato le sofferenze di milioni di malati al mondo, non sarebbero stati possibili senza una motivata, attenta e accurata sperimentazione sugli animali.

Di tutti i ricatti emozionali messi in atto dai sostenitori della ricerca di base o sperimentazione in vivo o sperimentazione su modelli animali o sperimentazione animale o vivisezione, questo è veramente il più patetico, risibile e datato. Non voglio sprecarci neanche una parola, e rimando al “British Medical Journal” http://archivio.panorama.it/scienze/articolo/idA020001039479.art

È tutto, egregi signori.
Io continuerò a boicottare Telethon, e di riflesso tutte le strutture e attività che la sostengono. Insieme a me, lo faranno molte altre persone in Italia e nel mondo.
Voi che farete?
Cordialmente
Alessandra Colla

http://www.alessandracolla.net/2011/05/18/federparchi-telethon-e-le-solite-bufale-scientiste/

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Una donazione a Telethon? No grazie, preferisco la ricerca scientifica.

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 3:53 am

Quanti animali inutilmente uccisi dagli studi finanziati da Telethon?

A pochi giorni dall’inizio della maratona televisiva Telethon che come al solito vede impegnato tutto il “bel mondo” dello spettacolo e non solo, sarebbe bello chiedere una piccola cosa agli organizzatori e ai promotori di questo evento.

Sui giornali non si leggono altro che interviste ai vari esponenti di questa organizzazione che magnificano i fantastici risultati (a detta loro) della ventennale attività di Telethon. Vogliamo parlare di bilanci? Benissimo, ma vorremmo vedere un bilancio normale, con i numeri in nero e con quelli in rosso.

Di quei quei 2261 progetti di ricerca finanziati in vent’anni, diversi sono stati eseguiti usando animali per la sperimetazione. Quanto sono costati, dunque, in termini non di euro, ma di vite? Quante ne sono state “sacrificate”, per usare questo termine un po’ cardinalizio tanto caro ai ricercatori? Di quanti topi, cavie, cani, gatti, scimmie, pesci Telethon ha finanziato sofferenza e morte?

E ricordate che non è affatto vero che questi animali vengono uccisi per “salvare vite umane”. Anche fosse, sarebbe lo stesso sbagliato ed inaccettabile, ma il fatto è che non è vero. Gli esperimenti sugli animali oltre a essere uno spreco di vite, sono anche uno spreco di risorse, perchè portano a risultati che nulla hanno a che vedere con quanto accade sull’uomo. Sono del tutto inutili, e sono eseguiti a scapito della ricerca vera, quella senza animali, che è la maggior parte della ricerca svolta nel mondo e che è quella che davvero porta a risultati che fanno evolvere la scienza.

Tutta la “ricerca” su animali invece non è scienza, è solo inciviltà.

Quanti di questi studi prevedevano interventi senza anestesia? Quanti sono stati classificati come sofferenza lieve, moderata, intensa? Quanti gli animali eliminati a “fine esperimento”?

Semplici numeri, tanto per capire quanti animali costa uno dei 7363 articoli pubblicati.

Numeri, nessuno pretende le immagini degli esperimenti; quelle le conosciamo, le facciamo vedere, perchè sono tragicamente sempre le stesse. Numeri, semplicemente il numero dei morti, snocciolati dal bravo presentatore di turno accanto agli altri, quelli dei “successi”, ripetuti invece infinite volte.

Ditelo! Fatelo sapere! E’ nient’altro che una questione di correttezza.

Loro non ce lo diranno. Ma ve lo diciamo noi “quanta vivisezione fa Telethon”. Leggete questo articolo, divulgatelo, in modo da poter decidere se dare soldi a Telethon o meno.

Lo sterminio di animali per la ricerca di base aumenta di anno in anno, del 40% dal 2000 al 2003, e ancora del 22% dal 2003 al 2006. Nessuna evoluzione scientifica ed etica, ma anzi, un continuo peggioramento, in spregio alla sofferenza degli animali e a quella dei malati, che di certo non traggono vantaggio dalle cure per i topi.

L’unico modo per far cambiare comportamento a Telethon e a tutte le altre associazioni per la “ricerca medica” è smettere di dar loro i nostri soldi. Informa le altre persone invitandole a leggere questa pagina, e per favore scrivi a Telethon dicendo che non li sosterrai finché non la smettono con la vivisezione, e che informerai i tuoi conoscenti di questo. Scrivi a: info@telethon.it



Fonte: http://vegamami.altervista.org/dalla-loro-parte/una-donazione-a-telethon-no-grazie-preferisco-la-ricerca-scientifica/

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Quanta vivisezione fa Telethon?

Messaggio  Albatros il Mer Dic 14, 2011 3:58 am

Ci sono tante persone convinte che qualsiasi metodo sia accettabile per "progredire" nella conoscenza. Sbagliano, perché in questo modo si legittima qualsiasi nefandezza e qualsiasi sofferenza inflitta a esseri innocenti. E sbagliano perché autoimponendoci di NON seguire certe vie - quelle non etiche - non si ferma il progresso: una via c'è sempre. Non imponendo certi "paletti" etici, semplicemente si finirà per seguire le vie non etiche a scapito delle altre, ma non vuol dire che le altre non esistano, vuol dire solo che non le si esplora, che non le si prende nemmeno in considerazione.
Ma lasciamo perdere queste persone.

Ci sono tante persone (in gran parte le stesse di prima) convinte che il "modello animale" per la ricerca medica sia utile, o addirittura indispensabile. Sbagliano, perché non è manipolando geneticamente un topo che lo si rende uguale, e nemmeno lontanamente simile all'uomo, né è curando i cani che si possono curare i bambini. Certo, Telethon (e altre associazioni o fondazioni simili) sostengono che "la sperimentazione su animali è necessaria", ma queste sono parole vuote, dogmi da superare.

Ma lasciamo perdere anche queste persone.

Ci sono infine delle persone, forse non di meno di quelle delle precedenti due categorie, che sono convinte che la vivisezione sia eticamente inaccettabile, e non intendono sostenerla, oppure che sanno che non è una pratica utile. Oppure che sono convinte di entrambe le cose.

Queste persone non le lasciamo perdere, al contrario, vogliamo raccontare loro come Telethon spende parte dei suoi soldi, affinché decidano se è il caso o meno di sostenerlo. Quel che si chiede a Telethon non è certo di sparire o di non fare il proprio lavoro: si chiede invece proprio di farlo, smettendo di usare i soldi raccolti per finanziare la vivisezione, o sperimentazione animale che dir si voglia. Siamo noi cittadini che possiamo far cambiare rotta a questo colosso che ormai ha un giro di soldi enorme ed è onnipresente e martellante con la sua pubblicità.

Gli studi di Telethon: dati dal convegno 2005

Nel marzo 2005 si è tenuto un convegno in cui vari gruppi di ricercatori finanziati da Telethon hanno presentato alcuni studi. Il file con gli abstract del convegno era disponibile sul sito di Telethon (ora non è più presente...).

Esaminandolo in dettaglio, troviamo che:

In totale sono state presentate 328 ricerche.
Il 44,5% di queste - 147 studi - avevano usato animali.
Il 9,5% di queste - 31 studi - avevano usato cellule di animali anziché umane.
Il restante 46% erano invece studi utili o potenzialmente utili in quanto NON svolti su animali.
Da segnalare che i progetti realizzati in collaborazione con UILDM non prevedono esperimenti su animali, ma solo studi clinici.

Questi studi probabilmente non rappresentano TUTTI gli studi finanziati da Telethon, ma certo danno un'idea piuttosto precisa della situazione.

Non sappiamo il numero di animali utilizzati nella totalità di questi studi, ma va anche tenuto conto che sono certamente di più di quanti si possa pensare, dato che quasi sempre si tratta di animali manipolati geneticamente, e quindi in questi casi bisogna contare anche gli animali che nascono sofferenti a causa della manipolazione genetica e magari muoiono poco dopo senza mai essere usati, o che nascono morti, o le cui madri muoiono in gravidanza o dandoli alla luce o che non hanno la caratteristica attesa dalla manipolazione genetica.

Alcune ricerche che hanno comportato gravi sofferenze per gli animali

Tutta la sperimentazione su animali comporta sofferenza e morte per gli animali usati. Vogliamo qui riportare però dei brevissimi estratti di alcune delle ricerche che hanno comportanto una sofferenza particolarmente acuta per gli animali usati - per lo più topini e ratti.

Un topo o un ratto non potranno mai assomigliare nemmeno lontanamente a un uomo, dal punto di vista fisiologico, genetico (per quanti geni si aggiungano o si tolgano...), anatomico, ecc. ma gli assomigliano invece dal punto di vista della capacità di provare sentimenti ed emozioni, in quanto esseri senzienti come noi.

Solo l'ignoranza e la mancanza di esperienza ci fanno guardare a questi animali con ribrezzo o paura (infatti gli sperimentatori scelgono questa specie appunto per quello, e per il fatto che sono piccoli, poco costosi, prolifici, non certo per ragioni "scientifiche"): sono invece animaletti molto belli, intelligenti - specie i ratti - socievoli con gli umani, simpatici, che si affezionano moltissimo, che amano farsi coccolare dalla propria "famiglia umana" e stare a stretto contatto, giocare, interagire con noi.

Ecco cosa invece hanno fatto loro nei laboratori finanziati da Telethon.

Studio n. 6

Modelli murini in cui p63 è stato deleto muoiono alla nascita, e presentano notevoli difetti ectodermici, mancando dell'epidermide, della prostata, delle mammelle e dei tessuti uroteliali, ed presentano arti tronchi o assenti, difetto dell'"apical ectodermal ridg", un epitelio stratificato essenziale per sviluppo dell'arto.

Studio n. 95

A tale scopo abbiamo indotto l'ischemia mediante legatura dell'arteria femorale in topi di controllo ed mdx e abbiamo valutato il recupero del flusso sanguigno con il "Laser Doppler Perfusion Imaging" (LDPI) e analisi morfometrica.

Studio n. 101

In un'altra linea di ricerca, nell'intento di chiarire il ruolo della componente postsinaptica nella competizione, abbiamo ridotto drasticamente l'attività delle fibre muscolari mediante la sovraespressione di un canale del potassio. Per l'elettroporazione in vivo dei muscoli, iniettiamo 20 microgrammi di plasmide (GFP-Kir2.1) in 10 microlitri di 0.9% NaCl nel tibiale anteriore e nel soleo in animali anestetizzati di 4-5 giorni di età. Poi applichiamo otto impulsi di 100 V/cm e di durata di 25 msec alla frequenza di 1 hz con degli elettrodi appoggiati ai lati della zampa. Dopo 10 gg dalla elettroporazione, i muscoli vengono dissociati e studiati in vitro con tecniche morfologiche e di elettrofisiologia.

Studio n. 102

[...] riprodotti mediante il modello da schiacciamento del nervo sciatico nel topo. Conseguenze sullo sviluppo del nervo periferico e la rigenerazione dopo un danno da compressione sono state analizzate in un modello murino privo di uno specifico costituente del citoscheletro delle cellule di Schwann, il filamento intermedio GFAP (proteina gliofibrillare acida).

Studio n. 174

Dopo il periodo di arricchimento gli animali sono stati testati nel Morris water maze (NdR: cioè costretti a nuotare per sopravvivere, a vari livelli in una vasca riempita di acqua).

Conclusioni

Non crediamo ci sia più nulla da dire: i dati sulla quantita' di vivisezione effettuata da Telethon parlano da soli.



Fonte: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=390

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Telethon: ancora vivisezione | 14/12/2011

Messaggio  Albatros il Gio Dic 22, 2011 8:34 pm

Nuove raccolti fondi, e nuove sperimentazioni su topi, cani e scimmie.

Purtroppo è di nuovo tempo di Telethon, con la sua martellante raccolta di fondi per la "ricerca medica". E purtroppo ancora a molti non è noto che questa "ricerca" in molti casi non è, ma è invece vivisezione. E' importante dunque rendere noto a tutti coloro che sono contrari alla vivisezione, sia su basi etiche che scientifiche, che, di fatto, sostenere Telethon significa finanziare ANCHE la vivisezione, non solo ricerca utile per gli esseri umani.

Le non-risposte di Telethon sulla vivisezione

La posizione di Telethon sul tema è simile a quella delle altre note associazioni per la ricerca medica: si nascondono dietro alle parole e ripetono il ritornello "meglio salvare un topo o un bambino?", senza dire che, invece, con la sperimentazioni su animali, si ammazzano certamente i topi, i cani, le scimmie, ma questo non è minimamente utile a "salvare i bambini", perché dal punto di vista scientifico sperimentare su animali non serve agli umani.

Da un post del 2 dicembre 2011 sul gruppo Facebook ufficiale di Fondazione Telethon leggiamo infatti: "Con l'inizio della maratona inizieranno i post sulla nostra bacheca di chi crede che Telethon finanzia la vivisezione. Non è così. Telethon finanzia la sperimentazione animale perché, a oggi, è l'unico metodo riconosciuto per testare possibili cure. Se vogliamo continuare a salvare bambini colpiti da malattie letali dobbiamo sperimentare, nel rispetto della legge. Preghiamo tutti i nostri fan di darci una mano per rispondere a questi attacchi ingiustificati."

Ecco che come al solito, per giustificare la vivisezione, i vivisezionisti cambiano parola e pensano che chiamandola "sperimentazione animale" cambi tutto. Ma queste due parole sono sinonimi, lo afferma anche il dizionario, quindi di fatto stanno ammettendo che tra le loro attività è compresa la vivisezione. Certo, il termine "sperimentazione animale" è emotivamente meno d'impatto, fa "meno impressione" alla gente, ma il contenuto dei loro esperimenti è sempre lo stesso: causa di enormi sofferenze per gli animali, con uccisione finale. E' quindi molto più onesto usare una parola che veicoli anche questo aspetto, quello di soffrenza e morte: vivisezione à il termine più adeguato.

Ma quanta vivisezione? Telethon non vuole informare il pubblico su quanta parte della loro "ricerca" sia in realtà vivisezione, né quanta parte dei fondi raccolti vada a finanziare questa sperimentazione su animali; afferma che non hanno tempo da perdere per ricavare un'informazione del genere dai loro archivi.

Su quest'ultimo punto possiamo però avere un'idea abbastanza precisa dai dati di qualche anno fa. Dai dati di un convegno telethon del 2005 appare che:

In totale sono state presentate 328 ricerche.
Il 44,5% di queste - 147 studi - avevano usato animali.
Il 9,5% di queste - 31 studi - avevano usato cellule di animali anziché umane.
Il restante 46% erano invece studi utili o potenzialmente utili in quanto NON svolti su animali.
Maggiori informazioni si trovano alla pagina: Quanta vivisezione fa Telethon?

Questi sono dati di pochi anni fa, e di certo la situazione non sarà molto cambiata. Purtroppo, dalle informazioni trovate per il 2011 (rese disponibili più oltre) appare chiaro come l'aspetto "test su animali" NON sia finora cambiato in meglio.

Vale la pena aggiungere un'ulteriore considerazione: gli animali usati nelle sperimentazioni finanziate da Telethon non hanno la minima probabilità di salvezza e sono sottoposti fin dalla nascita a sofferenze estreme: si tratta per lo più di animali modificati geneticamente, già "progettati" per manifestare a partire dalla nascita malattie o situazioni anomale molto invalidanti per le quali è impossibile una qualsivoglia forma di recupero e riscatto. Oltre a questo, bisogna considerare che, quando si parla di maipolazione genetica, oltre agli animali che nascono con la mutazione indotta e sono usati per gli esperimenti, vanno contati tutti quelli che nascono sofferenti ma non con la mutazione dovuta, oppure che nascono e muoiono poco dopo senza mai essere usati, o che nascono morti, o le cui madri muoiono in gravidanza o dandoli alla luce. Una quantità enorme di sofferenza e di morti.

Nuovi esperimenti su topi, cani, scimmie

Esaminiamo ora un paio di esperimenti su animali finanziati da Telethon di recente, che si trovano disponibili pubblicamente. Nel primo si vogliono iniettare svariate sostanze nel cervello prima dei topi poi delle scimmie, nel secondo si vuole togliere il muscolo di una zampa prima ad un topo poi ad un cane.

1) Terapia cellulare/genica delle Lecodistrofie diretta al sistema nervoso centrale

Durata 1 anno
Data inizio 11/11/2011
Titolare progetto ANGELA GRITTI
Principal Investigator
SAN RAFFAELE TELETHON INSTITUTE FOR GENE THERAPY - HSR-TIGET DIBIT - FONDAZIONE SAN RAFFAELE DEL MONTE TABOR
Finanziamento approvato 230.000 euro

Fonte: http://www.telethon.it/ricerca-progetti/progetti-finanziati/dettagli?id=TGT11B02&modal

Estratti della descrizione dell'esperimento:
[...] In questo progetto vogliamo verificare l'ipotesi che un approccio combinato basato sull'iniezione intracerebrale di vettori virali terapeutici e sul trapianto di cellule staminali neurali ed ematopoietiche [...]. Per fare ciò, valuteremo efficacia e sicurezza dei protocolli combinati nei modelli murini di malattia (NdR: significa eseguire l'esperimento sui topi). In parallelo, dato che la progressione logica di questi approcci verso studi clinici è la valutazione degli stessi in modelli di grandi animali, valuteremo la fattibilità e la tollerabilità dell'iniezione intracrebrale di vettori terapeutici in primati non-umani (NdR: scimmie), per ottenere dati importanti riguardanti la distribuzione del vettore e degli enzimi nei tessuti nervosi e la sicurezza di questo approccio. [...].

2) Rigenerazione dei muscoli

Un gruppo di ricerca dell'Università di Padova – che lavora in ambito di medicina rigenerativa, grazie ai finanziamenti della Fondazione Città della Speranza e di Telethon – è recentemente riuscito a ricostruire un muscolo sul modello animale e si ritiene che, con il medesimo procedimento, anche un muscolo danneggiato possa essere ricomposto in modo ottimale. [...] "Abbiamo tolto le cellule dal muscolo della zampa sinistra di un topo, che si è in pratica ritrovato senza il muscolo. Poi, usando il gel, abbiamo iniettato le cellule prese dal muscolo di un altro topo. Dopo sei settimane, la zampa sinistra non era diversa dalla destra, su cui non eravamo mai intervenuti. Questo è il successo della nostra ricerca: abbiamo ricreato un muscolo. Certo, quello del topolino è lungo un centimetro. Il grande passo sarà capire come fare per muscoli più grandi e complessi". [...] "Entro la fine di quest'anno vorremmo terminare gli esperimenti con i topi. Poi, se tutto va bene, dovremmo cominciare con i cani".

Fonte: http://www.uildm.org/scienza-e-medicina/interviste/la-rigenerazione-dei-muscoli-intervista-a-paolo-de-coppi/ (giugno 2011)

Cosa puoi fare tu

Scrivere a Telethon per protestare è qualcosa che è comunque utile fare, perché se da un lato loro si dicono convintissimi di voler continuare a usare animali, dall'altro devono anche essere informati del fatto che un numero sempre maggiore di persone si rifiuta di contribuire alla loro causa proprio per via del loro uso di animali. Si può scrivere loro un breve messaggio, cortese ma fermo, alla casella: info@telethon.it.

Ma ancora più importante è informare parenti, amici e conoscenti della grande quantità di esperimenti su animali finanziati da Telethon e far loro presente che, se sono contrari alla vivisezione, devono sapere che con le donazioni a Telethon in realtà stanno sostenendo proprio delle sperimentazioni che causano morte e sofferenza ad animali di ogni specie.

Maggiori informazioni su quali associazioni finanziano la vivisezione, quali sostengono la ricerca senza animali, quali offrono aiuto ai malati senza finanziare alcun tipo di ricerca sono alla pagina della campagna "Per una ricerca di base senza animali" - http://www.novivisezione.org/campagne/ricerca_di_base.htm

Si ringrazia Michele Mottini per le informazioni fornite sui recenti studi su animali di Telethon.

Fonte: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1233&a=3

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Re: LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON

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