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COS'È IL REIKI

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COS'È IL REIKI

Messaggio  Albatros il Ven Gen 20, 2012 10:25 pm

Il Reiki, sul piano pratico, fisico, è un antico metodo di guarigione naturale; in realtà, su piani più sottili, è un processo di ricongiunzione fra la nostra energia e quella universale, è uno strumento di consapevolezza e apertura verso il mondo, ed insieme un tentativo di riarmonizzazione globale di noi stessi e di ciò che ci circonda. Il termine Reiki deriva infatti dalle parole Rei (Ra) e Ki ed indica proprio il movimento del KI o CHI o PRANA individuale verso l'energia universale che scorre e fluisce in ogni dove. I grandi maestri di Reiki insegnano che il passaggio in noi di questa energia vitale intelligente non compie opere grandi in quanto cambia la nostra natura, ma in quanto apre il nostro cuore rendendoci disponibili al cambiamento evolutivo. Personalmente ritengo che Reiki sia benevolenza e semplicità, la semplicità della consapevolezza di essere uno con l'universo che ci circonda e la benevolenza che nasce dal voler dare qualcosa ai nostri simili. Reiki è prima di tutto voler cambiare, voler essere in armonia e voler guarire, guarire noi stessi e guarire gli altri poiché ovunque vi sia qualcuno che sappia tendere una mano ad un suo simile, li nascerà il germoglio dell'evoluzione, della comprensione e della pace universale. Quando si diventa canali di questa energia, quando si "permette" all'energia vitale di fluire in noi o quando, ancor meglio, ci apriamo a questa nuova esperienza rivolgendo ad essa il nostro cuore e cominciando ad aprirci, ad ascoltarci, ad accorgerci che esistiamo e che il mondo esiste insieme a noi, allora possiamo cominciare a sentire e possiamo iniziare a percepire l'energia, quell'energia che esiste per ognuno di noi e che il nostro vivere moderno ci aveva fatto dimenticare.
COME SI PRATICA E COME FUNZIONA IL REIKI
Per poter usare, sentire e trasmettere il Reiki, oggi come oggi, occorre essere a tal fine attivati o iniziati. L'attivazione è un processo tramite il quale un Master, più precisamente un Reiki Master, sblocca i canali energetici di un individuo, al fine di renderlo canale libero dell'energia vitale universale, che in tal modo può scorrere e passare facilmente. Una volta divenuti "canali" di questa forza, la si può a propria volta trasmettere ad altri attraverso l'imposizione delle mani che, in questo modo, divengono strumento terapeutico. L'attivazione o iniziazione, di cui parlavamo, è qualcosa che un buon Maestro porta a termine per gradi e in modo non violento ed armonioso. Un corso di Reiki di primo livello, infatti, si svolge generalmente in due o tre giorni durante i quali l'allievo ha modo non solo di imparare le tecniche pratico-terapeutiche con le relative posizioni, ma anche di ripulirsi interiormente e prepararsi con tranquillità a convivere con l'energia del cuore e dell'universo. Terminato lo stage o corso, l'allievo può cominciare a curare le persone con l'imposizione delle mani ma, soprattutto, potrà cominciare a vivere con se stesso in modo più consapevole e profondo. Dopo essere stati terapisti di 1° livello per un ragionevole periodo di tempo, variante peraltro da individuo a individuo, l'allievo può decidere di passare al secondo livello e, successivamente, al terzo, col quale si diventa Reiki-Master. Entrambi i successivi livelli prevedono ulteriori attivazioni. La differenza notevole fra il primo livello e i due successivi consiste nel fatto che, per il 2° e 3° livello, vengono spiegati all'allievo dei simboli-chiave tracciando i quali egli sarà in grado di canalizzare, controllare e gestire meglio l'energia, inviandola, se necessario e qualora sia richiesta, anche ad un paziente lontano. La possibilità di curare a distanza e di agire su piani energetici più sottili e di ampliare il proprio patrimonio terapeutico ed anche inferiore, è ciò che contraddistingue il livello base dagli altri. Oggi come oggi però, purtroppo, pare vi sia gente, divenuta Master non si sa dove né come né quando, che, per proprio profitto, egoistico o lucroso che sia, travisa principi ed insegnamenti velando l'intero sistema Reiki di aloni misteriosi, arcani ed occulti per accedere ai quali, guardacaso, occorre sborsare non poco denaro. Non credete a tutto ciò che si sente e si racconta: ragionate prima di tutto col vostro cervello! Reiki è qualcosa che tutti abbiamo a disposizione, l'energia non è patrimonio privato di nessuno! Le attivazioni sono tre e tutti i simboli o sistemi di lavoro devono essere forniti durante ed attraverso queste tre tappe le quali, ripeto, sono assolutamente facoltative. E forse, o per lo meno così ritengo, per alcune particolari categorie di persone che io chiamo anime elevate, che hanno peraltro raggiunto alti livelli di coscienza e di purezza inferiore, il Reiki, con le sue brave iniziazioni, è perfino inutile ed irrilevante poiché, com'è noto, a chi vive nella luce e nella perfetta legge di Dio, spesso, basta la sola volontà di guarire per produrre risultati. Questo accadde ai Santi, accadde ai Maestri Spirituali e accadde al fondatore stesso del Reiki.
IL REIKI E LE MALATTIE CHE CON ESSO SI POSSONO CURARE
Molti episodi strani sono capitati ai terapisti Reiki e, invero, ciò che può accadere curandosi o curando altri con l'energia varia di volta in volta e da caso a caso. Vi sono stati casi di guarigioni complete anche da patologie molto serie, così come casi di insuccessi collegati a disturbi banalissimi. Guarigioni da problemi cronici, arresto di processi proliferativi, risoluzioni positive, guarigioni velocissime ma anche miglioramenti o regressioni temporanee e/o parziali, insuccessi clamorosi, inefficacia totale del trattamento e così via: tutto può succedere. L'unica costante positiva della terapia Reiki è il cambiamento interiore del paziente, il diverso modo di porsi rispetto alla malattia, la serenità d'animo ritrovata anche in casi estremi o terminali, ove per il corpo non v'è più nulla da fare. Trasformazione interiore, ecco cosa fa sempre il Reiki. La possibilità che al trattamento segua la guarigione fisica, reale ed effettiva, non rappresenta una regola fissa. Infatti molti guariscono e molti si tengono a vita il loro problema; l'energia fa ciò che deve, ciò per cui esiste, ciò di cui il paziente ha bisogno e ciò che il paziente vuole nel profondo, nulla di più e nulla di meno. Vi sono ammalati che, per evolversi, hanno forte necessità di rimanere tali, ve ne sono altri non ancora pronti a guarire e ad abbandonare il loro problema, e ve ne sono altri che sanno guarirsi, vogliono migliorarsi, amarsi, trasformarsi. Per alcuni il Reiki giunge al momento giusto, per altri forse no. Non esistono regole fisse, non esiste una teoria o una codificazione: Reiki è energia, luce e benevolenza, chi la riceve la trasformerà in ciò che può e riesce. E’ per questi motivi che non si possono elencare eventuali malattie curabili o non curabili col Reiki; l'energia cosmica, infatti, cura tutto e nulla, cura il grande come il piccolo, il cancro come il raffreddore e, allo stesso tempo, può non guarire l'uno come l'altro poiché, in realtà, questa energia che, in parte, rafforza le difese del corpo ricevente, cura solo lo spirito del soggetto in cui s'immette. Per quanto sia difficile crederlo ed accettarlo, pare che le cose stiano così e che gli unici effetti costanti di questo sistema di guarigione siano il rilassamento, il potenziamento delle difese energetiche e il cambiamento interiore dal quale può scaturire la forza di guarigione o potere di autoguarigione. Fortunatamente, per quel che ne so, sono maggiori i casi di remissione e scomparsa del disturbo e di miglioramento che non i casi di insuccesso, insuccesso che, peraltro, difficilmente è del tutto tale, poiché il solo fatto di sentirsi più rilassati e sereni e di affrontare la malattia in modo diverso e consapevole, fa di questo un piccolo successo. A monte di tutto ciò, l'esperienza pratica pluriennale di molti terapisti ci mostra, però, che vi sono disturbi per i quali le probabilità di risoluzione o guarigione sono maggiormente elevate; stiamo ovviamente parlando di tutti quei problemi di origine nervosa, emozionale, psicosomatica con i quali rilassamento, possibilità di dialogo ed energia riequilibrante, si sposano bene e sempre comunque. Per concludere, quindi, possiamo dire che con il Reiki si può curare qualunque malattia o qualunque persona, anche se non è detto che tutti guariscano. Imponendo le mani, non si deve pensare di guarire o di risolvere, ma solo di permettere all'energia universale di ripristinare l'equilibrio interiore del corpo, mente di chi dovrà poi, da sé, affrontare e tentare di vincere il proprio problema, il Reiki da l'energia giusta per lottare e muovere le domande: le risposte ognuno le cerchi dentro di sé.

Fonte: Internet

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